Gli Spostati presentano: “Ciak Novecento – Il segno della Toscana” [fino al 24 ottobre]

Gli Spostati in collaborazione con il Museo del ‘900 presentano: Ciak Novecento – Il segno della Toscana, un ciclo di proiezioni che celebra il Cinema Toscano e i suoi protagonisti. L’iniziativa fa parte dell’Estate Fiorentina 2015, e si svolgerà fino al 24 ottobre al Museo del Novecento – Piazza S. Maria Novella.

Il progetto:
Questo ciclo di proiezioni, pensato per la funzione stessa che il Museo Novecento sta lodevolmente svolgendo nella città di Firenze, scartando l’idea ormai abusata che considera la Toscana unicamente come set naturale e artistico per ogni tipo di produzione cinematografica, si ripropone di presentare in primo piano il lavoro creativo delle figure professionali (registi, sceneggiatori, direttori della fotografia, musicisti, scenografi, costumisti, attori) che, partendo dal loro essere toscani per nascita e formazione, hanno saputo attingere a questa straordinaria cultura artistica e visuale per riversarla nel cinema, non necessariamente “made in Florence”, ma di ampio respiro nazionale e internazionale.

La prima selezione, cui seguiranno altre anche nella stagione autunnale, rende omaggio a personalità di registi della statura di Paolo e Vittorio Taviani, Mario Monicelli, Mauro Bolognini; ma anche di costumisti e scenografi del valore di Piero Tosi, Flavio Mogherini, Giancarlo Bartolini Salimbeni; di maestri della fotografia come Luciano Tovoli; di attori come Claudio Bigagli, Paolo Hendel, David Riondino, Renato Salvatori, Folco Lulli, Stefania Sandrelli. Una solida pattuglia che ha onorato e onora il cinema e la Toscana.

Programma:

settembre
Altana
venerdì 4 – ore 21.00
I compagni di Mario Monicelli
Italia-Francia-Jugoslavia 1963– bn – 128’
costumi: Piero Tosi; con Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Folco Lulli, Annie Girardot, François Perier, Bernard Blier
“Nel fosco fin del secolo morente”, l’Ottocento, in una fabbrica tessile di Torino gli operai, guidati da un mite ma lucido professore socialista, lottano per ridurre l’orario giornaliero da 14 a 13 ore. Qualche timida vittoria, molte sconfitte, crumiraggi e repressione, ma almeno il senso di aver recuperato la solidarietà e la dignità del lavoro. Come è stato scritto,“in bilico tra Marx e De Amicis” Monicelli, aiutato dagli attori, dalle ambientazioni e dai costumi “autentici” di Piero Tosi, ha ricostruito con simpatia l’atmosfera popolare e violenta di un’epoca di profonde trasformazioni sociali. Nastro d’argento 1964 a Folco Lulli.

venerdì 25 – ore 21.00
La viaccia di Mauro Bolognini
Italia-Francia 1961 – bn – 100’
soggetto: Mario Pratesi; sceneggiatura: Vasco Pratolini; scenografia: Flavio
Mogherini; costumi: Piero Tosi; produzione: Alfredo Bini; con Jean-Paul Belmondo,
Claudia Cardinale, Pietro Germi, Gabriella Pallotta, Romolo Valli
Storie d’amore, di soldi e di coltello nella Firenze di fine Ottocento: il giovane Amerigo, spedito in città dalla tenuta di famiglia dove i parenti serpenti si contendono il patrimonio del patriarca defunto, s’invaghisce della bellissima Bianca, donna di vita incontrata in un bordello, e per frequentarla e mantenerla arriva a derubare lo zio, con tragiche conseguenze. Dal romanzo verista L’eredità (1889) di Mario Pratesi, il colto, letterato Bolognini, assistito nella sceneggiatura dal fiorentino Vasco Pratolini, ha tratto un film di coinvolgente nitore ed eleganza stilistica. Nastri d’argento 1962 a Flavio Mogherini (scene) e Piero Tosi (costumi).
ottobre
Altana
sabato 3 – ore 15.30
Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli
Italia-Francia-Rft 1965 – bn – 115’
con Stefania Sandrelli, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Franco Fabrizi
Dalla provincia di Pistoia la ventenne, candida Adriana arriva a Roma armata solo della sua bellezza e di una tenera ignoranza, ancora capace di incauti slanci affettivi. Passa da un mestiere e da un uomo all’altro, finché il senso di una vita inutile non la spingerà al suicidio. Pietrangeli esce dagli schemi un po’ logori della commedia italiana per raccontare “alla francese” la storia moderna di una donna umiliata, sfruttata, offesa nell’intimo. Accanto a quella di Tognazzi, l’interpretazione di Stefania Sandrelli resta memorabile nella storia del cinema italiano.

sabato 24 – ore 15.30
Il deserto dei Tartari di Valerio Zurlini
Italia-Francia-Rft 1976 – colore – 147’
fotografia: Luciano Tovoli; scenografia e costumi: Giancarlo Bartolini Salimbeni;
con Jacques Perrin, Vittorio Gassman, Giuliano Gemma, Philippe Noiret
Anno 1907, ai confini orientali dell’impero austro-ungarico: il giovane sottotenente di prima nomina Giovanni Drogo viene inviato in una fortezza vicina a una zona desertica dove trascorre le lunghe giornate scandite dalle rigide norme del regolamento militare, nell’inutile attesa di un nemico invisibile. Zurlini ha tradotto il fascino surreale del romanzo di Dino Buzzati (1940) in una più concreta cornice storica, scavando a fondo nella psicologia dei personaggi e dilatando al massimo la tensione di eventi sospesi che non accadono mai.

INGRESSO LIBERO fino ad esaurimento posti.

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